23 Giu 2009

Fascisti su Facebook

Scritto da Blog Admin

 

Correva l’anno LXV dalla caduta del governo fascista e già divampava il vigoroso e maschio calore del sole nostrano quando 

sulle italiche pagine di FacciettaLibro, un manipolo di valorosi reduci dell’impavida Italia Fascista,

tra un "me ne frego e un eia eia alalà", non dimentico della gloria littoria

prendeva ad intonare cori fascisti e perpetuava nei giovani cuori e nelle giovani menti italiche

lo spirito della battaglia impegnando le proprie virili energie nel respingimento alle frontiere, come ospiti non graditi sul suolo littorio, delle inferiori e tetre popolazioni africane, delle smidiollate popolazioni balcaniche dedite al gozzoviglio e delle subdole e lascive razze asiatiche.

Rimandando ad un fulgido e prossimo domani la battaglia per dominio territoriale su tali inette popolazioni, essi rettamente e coraggiosamente rifuggivano quale offesa dell’onore patrio, le femminee  sconvenienti e irresponsabili teorie d’oltre manica che farneticano di società multirazziali (e un brivido ci percorre la schine al solo pronunciar di questo promiscuo vocabolo). Ennesima testimonianza, se mai ce ne fosse bisogno, che solo in una nazione come la perfida Albione dove gli uomini usano la parola ad orpello e inutile ornamento del pensiero, dove i discorsi vuoti appaiono destinati a celare la scelleratezza dei pensieri, poteva diffondersi una tanto innaturale e periglioso sproloquio.

 

E’ quindi con littoria riconoscenza che idealmente e virilmente abbracciamo come figliolo che torno vittorioso dalla guerra questo manipolo di impavidi eroi senza tempo, questo gruppo di valorosi camerati, dediti più all’azione che alla contemplazione, più a menar le mani che all’inutile apprendimento di pagine di storia patria bolscevicamente stravolte, e Noi, ammirandone la tenacia littoria ne sosteniamo romanamente le battaglie.

 

Diffondiamo dunque con patriottica speranza questo manifesto, ispirato direttamente, come sotto dettatura, dalla voce ferma, dallo sguardo impavido e dal coraggio littorio del sepiterno Duce: pubblichiama dunque questo un fulgido esempio di virile dichiarazione d’amore alla propria Nazione, un manifesto scritto alla luce di quella fiammella, chiamata amor patrio che scalda i nostri cuori e che pare nei giovani di oggi essere ormai ridotta a flebile luce di candela dall’invertebrate morali bolsceviche che dominano come vento di sciagura l’intiero continente Europeo.

 

Riportimiamo al fine il manifesto del valoroso gruppo combattente dal nome fascistamente inequivoco:

 

Quelli che vogliono ridare l’ ITALIA AGLI ITALIANI:

 

 

Per tutti i veri ITALIANI stufi di tutti questi extracomunitari

che continuano ad uccidere,violentare e stuprare rovinando il nosto PAESE..

RIDIAMO L’ITALIA AGLI ITALIANI….!!!!!

DUCE DUCE DUCE !!!!!!!!

 

 

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Non c’è l’ho fatta a trattare seriamente il tema (pur essendo molto molto serio),

perchè avrei rischiato di essere davvero pesante.

 

Del resto credo che la mia risposta a questa pubblicazione (a giudicare anche dalla mancanza di replica) sia stata sufficientemente efficace e ve la ripropongo:


 

gentile amico guarda che gli italiani sono bravissimi da soli a rovinare l’Italia:

la mafia, la camorra, la ndrangheta, la sacra corona unita,

i politici incapaci, i politici corrotti,

gli imprenditori disonesti che sfruttano i lavoratori,

che riciclano i soldi della mafia,

che evadono il fisco, che inquinano e stanno avvelenando questo paese,

la speculazione edilizia, la monnezza, lo scempio del territorio,

la mancanza di meritocrazia, le raccomandazioni, i falsi invalidi,

gli stupratori italiani (quasi sempre dentro le case, nelle "sane famiglie italiane…), i ladri italiani (siamo famosi nel mondo), gli assassini italiani,

le brigate rosse, le brigate nere, le stragi di stato, la p2, i servizi segreti deviati,

gli abusi politici, il voto di scambio,

i caporali che sfruttano gli extracomunitari che lavorano,

gli sprechi di denaro pubblico, i privilegi dei parlamentari, i morti sul lavoro,

i palazzi che crollano perché in zona sismica sono fatti con la sabbia di mare, secondigliano, la mancata valorizzazione del patrimonio artistico, il dissesto idrogeologico, la mancanza di acqua, l‘abbondanza di droga,

la disinformazione, la giustizia lenta ….

tutto questo rovina l’italia! ed è tutto rigorosamente made in Italy…

ecco ci manca solo di tornare a fare la guerra

ed eliminare quel poco di democrazia così poi non ce manca niente!!!
non ti fare mettere in testa che cristo è morto di freddo, il problema dell’immigrazione "selvaggia" c’è (io che vivo a Roma lo posso dire a ragion veduta) ma rappresenta sì e no il 5% dei problemi italiani…

del 95% dei problemi sono responsabili quelli che cercano di scaricarla su gli stranieri:

focalizzare l’attenzione sul  5% per dare meno rilievo al restante 95%…

non abboccare!

 

 

 

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6 Commenti to “Fascisti su Facebook”

  1. Mi autocito dal commento che ho lasciato da cristina manco due minuti fa:
    “…ma davvero dovremmo rovinarci quel po’ che ci resta da vivere dietro a sti mufloni che poco hanno a che spartire con gli esseri umani?” (più o meno, ho la memoria più corta di berlusconi ;)

    lascia perde vale, st’accozzaglia qua avrebbe bisogno solo di farsi un anno di militare in corea del nord ogni volta prima di aprire bocca pure solo per chiedere un pacchetto di sigarette…

     

    Mr.B

  2. Bravo Vale,
    io personalmente mi vergogno di essere italiano…in questo periodo poi….

     

    Nelson

  3. Ci crediamo tutti eroi, ma non siamo altro che pecore…

     

    silvio

  4. Ci crediamo tutti eroi, ma non siamo altro che pecore…

     

    silvio

  5. Ci crediamo tutti eroi, ma non siamo altro che pecore…

     

    silvio

  6. “Silvio”, premesso che non ho ben capito il senso del tuo commento, come ben si dice in Sicilia (chiedi a Marcello per conferma) ciascuno di noi ha in se un cuore di leone e uno d’asino… se parli di pecore quindi nel senso di vigliacchi o fifoni, non distinguerei così nettamente… del resto come diceva qualcuno più coraggioso di me solo i cretini non hanno paura, altrimenti il coraggio diventa incoscenza…

    se per eroi e pecore intendi leader e servi, boss e scagnozzi, persone con proprie idee per cui battersi e persone che vivono come pecore in un gregge appunto allora senza fare di tutta l’erba un fascio posso condividere (vedi il post precedente che ci calza a pennello…)

    Rimane il fatto che non ho capito il tuo pensiero sul tema del post. Le opinioni contrarie sono ben accette e quindi se vuoi rispondi chiarendo…

    grazie ciao

    Valerio

     

    Vitangelo Moscarda