L’importanza delle parole.

Correva veloce, velocissima schivando agilmente i passanti e le loro ingombranti buste cariche di strenne natalizie.
Zigzagava fluida ed elegante, sull’asfalto dei marciapiedi, come uno sciatore tra i pali stretti di uno slalom.
Il collo ampio e morbido del suo maglione di lana azzurra fuorisciva ribelle dal rigore del suo cappotto nero con la cinta stretta in vita e il bavero alzato… e sobbalzava bizzoso ad ogni passo.
Sotto il basco i capelli erano raccolti ordinatamente; solo due nastri lunghi e biondissimi scendevano giù dalla fronte ad incorniciarle il volto e a mettere tra parentesi gli occhialini blue.
La borsa di cuoio in perfetto pandant con gli stivali era ancorata alla sua spalla destra mentre con la mano sinistra se la strigeva al corpo.
La seguivo con lo sguardo che era ancora lontana. Infatti benchè per la via ci fosse una gran quantità di persone, la sua figura slanciata ed elegante, e il suo movimento rapido e perciò stridente con la folla intenta a passeggiare lentamente ed osservare le vetrine, si distingueva nettamente.
Si trovava sul marciapiedi opposto a quello che percorrevo io, e la direzione della sua corsa era opposta alla direzione del mio incedere svogliato. Si avvicinava velocemente. Mi era parso che di tanto in tanto gurdasse nella mia direzione. Che sciocchezza.
Mi parve bellissima sin da lontano, quasi come una conseguenza naturale del suo portamento. Man mano che si avvicinava la mia valutazione passava dal mero stato intuitivo a quello empirico.
Giunta vicina al momento in cui avrebbe oltrepassato il mio angolo visivo si arresto e fece per attraversare la strada… era ferma e attendeva che le macchine le consentissero di passare. Non so perchè mi fermai anch’io… immobile. Forse perchè mi parve ancora che guardasse verso di me, anzi, che guardasse proprio me. Mi dovevo sbagliare… eppure da questa distanza vedevo bene i suoi occhi, il taglio vagamente orientaleggiante eccentuato da un trucco lieve e dalla forma degli occhiali. Vedevo bene il colore topazio dei suoi incantevoli occhi e lo sguardo vivace.
Ecco che finalmente attraversava; veniva proprio verso di me, non c’erano più dubbi… e quando il sorriso che prima era appena abbozzato sboccio il un meraviglioso ed esplicito sorriso di autentica felicità, fui assolutamnete certo che quel grigio e buio pomeriggio di dicembre, fosse miracolosamente illuminato e riscaldato da uno splendente sole di primavera.
Vederle poi allargare le braccia mi fece sublimare.
Il buio e il freddo però ripiombarono più cupi e gelidi di prima quando raggiunto il mio marciapiede mi oltrepassò per stringere forte a se e baciare appassionatamente un uomo che camminava alle mie spalle.
_________________________________________________________________
Versione B.
Stavo a cammina per il corso quando tevedo ‘na gnocca che correva verso de me… su quell’artro marciapiede…
arrivata all’altezza mia m’ha guardato, ha attraversato… ahò ce l’ha con me – me so detto – me stava a corre incontro pe’ abbracciamme… pensa te nun ce l’aveva con quello de dietro… me c’aveva fatto crede, ce so rimasto male te giuro.
Riferimenti: Linkato a posteriori: il potere delle parole.





…sei proprio fuori…ciao…
Ed io che pensavo fosse una cosa romantica…mi sembrava strano!!!
PS: invece di cambiare sfondo (questo almeno lo vedo), modifica il mio link magari così ogni tanto passi (sigh!)
TANTI AUGURI DI BUONE FESTE..
La seconda che hai detto…
Nonostante le gnocche poco natalizie….AUGURIIII
Tanti cari Auguri per un felicissimo Natale! Un grosso bacio…
Ciao a tutti e grazie degli auguri.
Avete trascorso un buon Natale?
Bene bene…
X Luvi
quali gnocche? naaaa… quella sullo sfondo è solo una mia amica… che poi faccia la modella è un’altro conto.
Buongiorno!!
V.
La seconda indubbiamente è quella che preferisco, con quel tocco minimal e il sobrio sentore underground
bhè….certo che le parole sono importanti.
ho proprio oggi letto un post che trattava lo stesso argomento anche se in stile diverso.
http://accademiadeldialogo.blog.tiscali.it/jf2347431
dunque carissimo avvocato chiedo perdono per non aver presentato i miei auguri natalizi a tempo debito, impossibilitata da stato emotivo tutto fuorchè natalizio.
quindi…le lascio un saluto “ordinario” ed un sorriso “straordinario”
a presto da Angy cozzetta
p.s.: anch’io preferisco la versione B, schietta e sincera!
!!!!!
ma come sarebbe a dire che preferite la versione B?
mah! roba da matti!
ho fatto tutto questo post per dimostrare quanto la ricchezza del linguaggio un uso “forbito” e corretto delle parole aggiunga ricchezza e siostanza alla narrazione e quindi alla realtà… e voi mi preferite la versione alla Ivano&Jessica? macchiettara e burina?
che fallimento! mi avete fatto deprimere di prima mattina!
buongiorno e… per dirla alla “non ci resta che piangere”…
grazie Mario!
depressamente
Avvocangelo
Grazie per essere passato dal mio Blog…. in parte sono daccordo con te ma l’argomento merita un accurato approffondimento!!!
Ciao Maximo
In generale piace di più la seconda: schietta, burina e divertente. PErchè sono importanti le parole anche in relazione a quello che stai dicendo. Se stai raccontando di un episodio che può suscitare ilarità, devi essere coinciso.
La prima maniera poteva portare ugualmente un risultato simile, se tu fossi riuscito ad essere un po’ più sintetico.
Ma il mio parere lascia il tempo che trova…
x Bianca:
Beh non è sbagliato quello che dici ,
è uno spunto interessante:
aggiungo però che la versione B senza la prima a cui poterla contrapporre non avrebbe alcun senso… non sarebbe nè efficace nè simpatica…
la relazione tra i due scritti è uno schema cabarettistico classico… (chiedo il parere di due esperti come Bud e Davil) il signore colto e forbito che si esprime in modo complicato per un interlocutore ignorante che lo ascolta in silenzio e poi lo manda sonoramente “affanculo”…
fa sorridere la contrapposizione… non l’insulto preso isolatamente.
x Maximo
si sicuramente l’argomento (dal punto di vista assunto nel tuo post) meriterebbe di essere sviscerato meno sommariamente… ah forse hai visto che in calce al mio post ho linkato il tuo… spero non ti dispiaccia.
Buongiorno Avvocangelo.
Sei stato scelto!!!!!!
insomma…mi riferisco al giochino delle 5 stranezze….aò…a qualcuno lo dovevo passà, te tocca a te, volente o nolente!
Per le modalità la prego di passare dal mio blog, dove troverà un orribile post dedicato all’argomento.
ciao ciao Angy
Avvocà cambia foto!
Avvocato, cambia foto!
Questa magari attira solo i maschietti ma le donne (che nettamente in maggioranza) forse un pò meno. Mi fa una rabbia vedere questa così magra e perfetta…beata lei!!!
Avvocà non fraintendere, ho detto cambia foto, ma mettine un’altra “più migliore”. Non farti intimidire da questa tipa qui sotto!
Se, Med…tranquillo che Valerio non si fa proprio intimidire da me…snobba proprio il mio commento. Figurati se pensa a noi, povere, misere, donne comuni…che rosicano da morire nel vedere queste foto (che poi son solo foto, noi siamo molto meglio!). E cmq MED quando ti prendo ti meno…”QUELLA QUA SOTTO!!!!????” Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!
PENNNNNNNNNN, vienimi in aiutooooo
Intanto la tipa della foto che campeggia e si ripete sullo sfondo… non è solo una foto…
è una persona in carne e ossa (+ ossa che carne) e la conosco pure… anzi è una nostra cliente (intendo, mia e del mio collega Avv. Fabrizio).
Lui le segue la causa, io riscuoto al parcella rigortosamente in natura…. hihihì
prima che qualcuno si incazzi…
SCHERZO!!!
vabbuò mo’ la tolgo se vi da tanto fastidio… certo che l’invidia è una brutta bestia!
Sally!!! Io dicevo appunto di cambiare la foto, perchè queste modelle plastificate e perfette non mi pacciono. Io preferisco le “donne del popolo”.
Ingrata!!!
Avvocà hai capito il messaggio?
Invidia? Invidia? Invidia?
Si, forse un pochino!
Ahhhhh Med, allora così va bene, tu si che ne capisci!
contenti?
tolta la foto…
no medu’ non ho capito però forse…
immagino… problemi ad aprire la pagina?
occhi indiscreti?
dai Sally… non prendertela…
Sally, nessuna invidia per nessuno! Mai!
Avvocà la foto che devi cambiare è quella del post, ecco il messaggio!
))
Meddddddd ma io ti sembro una persona invidiosa? Stavo solo al gioco…Sai cosa “invidio” alla tipa di prima? Solo qualche centimetro in più. Ma si può chiamare invidia quella?
)
Bacio Med..
Vale prrrrrrrrr
Ehi, ma il mio nuovo sfondo vi piace?
Le cose più belle della vita non si vedono con gli occhi, ma si sentono con il cuore. Per te, l’augurio di una stagione del cuore davvero speciale.
Attendo risposta per il mio sfondo.stop.
)
Grazie per il codice.stop.
Buon anno.stop.
E a presto in quel di roma.stop.
si le parole sono importanti..
e immagino sia troppo banale scrivere auguri di un buon anno..
allora che faccio?
in fondo sono venuta per questo..
beh!
sai che faccio?
…e che i giorni futuri siano nella tua giusta prospettiva, premeditata o non..sia quel che sia..
ciao:*
Buona fine e buon inizio
Quanto conta la forma!!! Ma in questo caso l’unico modo per dirlo è questo: AUGURI!!!!
sono arrivata, accorro ma poi mi domando….la tua chiamata era per la mia sensibilità femminile sulla foto o sul racconto??? Perchè a quanto pare la foto ha suscitato grandi movimenti cerebrali…..
Direi che per un attimo hai provato quell’ebbrezza di essere scelto tra la folla ma è durata poco! In compenso ha dato via libera alla forma scritta e di sicuro la seconda ti si addice di più….
Buon anno e speriamo di non perderci di vista!!
CIAO A TUTTI E SOPRATTUTTO…
UN AUGURIO PER UN 2006 DI PACE E SERENITA’
PER TUTTI…
sono tornato al lavoro oggi e ora non ho molto tempo, ma più tardi se ci riesco vi “posto”
un simpatico racconto… ciaoooo
Ciao Avvocà…
Comunque è sempre confortante sapere di avere un amico avvocato
Un giorno un maestro illustrava agli allievi la notevole efficacia psicologica delle parole e come gli uomini soggiacciano a tale potere come in stato d’ipnosi.
«Le parole, in se stesse, non hanno importanza, sono solo fattori secondari, non fatti reali. Eppure gli uomini si cibano esclusivamente di parole anziché di realtà. Reagiscono positivamente o negativamente in base a parole amabili o ingiuriose».
«Non sono minimamente d’accordo!», ribatté un allievo alzatosi improvvisamente in piedi, «Le parole non hanno un tale potere su di noi!».
«Lurido schifoso cane rognoso!», lo ingiuriò il maestro preso da un violento raptus, «Chi ti ha detto di alzarti! Rimettiti subito a sedere o ti faccio cacciare via a pedate!».
L’allievo, cianotico in volto dall’ira, ribatté:
«Ma come, proprio tu, un maestro che reagisce in questo modo indegno? Mi meraviglio di un tale comportamento! Vergognati!».
«Chiedo umilmente perdono», rispose pacato il maestro, «Non so cosa mi è successo. Non era mia intenzione né offenderti né umiliarti. Ti prego ancora di scusarmi».
A quelle parole l’allievo si rasserenò e tornò tranquillamente a sedersi.
A quel punto il maestro disse:«Potete ora osservare il potere delle parole? Poche parole ingiuriose hanno ferito una persona e hanno provocato in lui un uragano d’ira. Poche parole amabili lo hanno gratificato e reso tranquillo. Qualche parola può significare ira o tranquillità! Le parole sono solo fattori secondari, non realtà effettive. Eppure l’uomo non riesce a scrollarsele di dosso e, come imprigionato, soggiace al loro potere».
di Gianluca Magi
il link qui sopra:
http://accademiadeldialogo.blog.tiscali.it/jf2347431