reazioni a catena

18 Giugno 2010 Nessun commento

scagliata nella mia vita come saetta

la tua assenza è dotonata nel mio io;

detriti e macerie delle mie certezze

hanno cosparso e dilaniato il mio ego

la mia triste aurea radioattiva

bruciava la terra e l’aria intorno

 

soli opachi e umidi invasero i cieli

tenebre fittissime cinsero gli sguardi

insipido tutto mi saebbe apparso

dopo aver bevuto litri di oceano 

dopo aver respirato l’universo

tu eri il l’infinito e l’abisso che c’è in me

Valerio Neri 74

violoncello

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il peccato sulle labbra

18 Giugno 2010 Nessun commento

lampone3

il lampone tra le tue foglie del tuo grembo
ruggisce carnale di passione indecente
è succoso e aspro come il peccato sulle mie labbra
il mio affogarci dentro è sublime e disdicevole
spontanea e generosa la fioritura del mio fiore
che rendo agli umori dei tuoi vasi di argilla fresca

valerio neri 74

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La memoria

21 Marzo 2010 Nessun commento

La memoria è un cavatappi, che affonda nel tappo dei ricordi

in ricordi trasparenti e frizzanti come un valdobbiadene

o cupi e densi come certi rossi pugliesi…

ogni bottiglia è un vaso di pandora di profumi ed emozioni

 

gira il cavatappi e quello affonda

sai che ogni giro la verità si avvicina

sarà un passato saturo di odori armoniosi e fruttati

o sarà un pensiero tannico od aspro di solfiti e sughero…?

eppure è lo stessa storia stappata altre volte..

ma ogni annata, ogni bottiglia persino, ha la sua storia

finalmente il cavatappi è tutto immerso nel sughero

non rimane che abbassare la leva strappare via il tappo…

concentrazione, respirazione profonda per preparasi ad essere investiti

da una tempesta di pensieri e sensazioni perdute

 

è già risuonato il rompete le righe dei sentimenti,

riaffiorano tutti, melanconia e dolore, gioia e rimpianto

si accendono immagini di seni, occhi, mani, sguardi, carezze,

suoni urla, sussurri, rabbia, tenerezza…

ormai è tardi per tornare indietro…

lascia solo decantare i ricordi tutto per il tempo che serve

a far dolce l’amaro a far asciugare le lacrime

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Fascisti su Facebook

23 Giugno 2009 6 commenti
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Nel nome del Popolo Supino

29 Maggio 2009 2 commenti

Ed è subito Soru

24 Febbraio 2009 11 commenti

Oggi vojo parlà der sor Warter Vertroni

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L’Italia tra 15 anni Repubblica Islamica… grazie alla Chiesa Cattolica!!

9 Febbraio 2009 11 commenti

Pure Pasquino se ‘llumina de meno

5 Febbraio 2009 3 commenti

Al gran spreco d’energia ch’ogni giorno vedo
io, quarche vorta, quasi quasi non ce credo
‘nfatti incredulo e scorato me vie’ da pensa’
che l’omo moderno deve da esse cretinio assà
pe’ nun capì che co’ solo un po’ più d’attenzioni
se po’ ancorà sarva’ er futuro de le generazioni
e se invece continuamo a campà sopra le righe
avoja a dà auto-incentivi tocca tornà a pià le bighe
e comunque forse sarà già tardi p’evità l’apocalisse:
allora nun fa er cretino spegni interruttori e luci fisse
 
Pasquino  

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VISTO A TEATRO: “Le conversazioni di Anna K”

3 Febbraio 2009 Nessun commento

in scena al Teatro Eliseo 20 gennaio| 8 febbraio 2009

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La metafora der gatto e der padrone

23 Gennaio 2009 8 commenti

Un gattaccio de nome Alitalia
 
Quer gattaccio de la Majana, stava a morì da ‘n ber pezzo
affamato e pieno zeppo com’era de zecche addosso;
e lo vedeva er padrone, che nun c’aveva più ciccia ‘ntorno ll’osso,

ma, avido, diceva ch’esse tisico der gatto fosse vezzo
 
fu così che un giorno stramazzò a terra ‘a pora bestiola
e er padrone nun potenno più ignorà malanni e malnutrizione,
er medico s’addecise a chiamà e er dottore je disse co’ preoccupazione

che la corpa era sua si er micio stava co’ l’acqua a la gola
 
‘nsomma: pe’ guarì da quella situazione ‘nfame, er gatto
nun c’aveva artro scampo che de cambià casa e padrone
fu così che pè fa dispetto a artri o pe’ fa lui ‘n losco affarone

invece de affidallo a ‘na francese animalista, co’n cane fece patto
 
fu così che p’esse sarvato da le zecche che se lo magnavano
invece de esse affidato a le affettuose cure de la gattara transalpina
o magari trovaje ricovero presso un ospizio di germanica disciplina
al verso soddisfatto di "cai cai" ar malintenzionato cane l’affidavano.
 
Vitangelo Moscarda è PASQUINO